A Pompei riflettori su sicurezza idrica e depurazione: la Campania vicina all’uscita dall’infrazione Ue
Pompei (NA) 20 maggio 2026 – Si è conclusa al Parco Archeologico di Pompei l’edizione 2026 di UrbanWaterSECURITY, la manifestazione internazionale dedicata alla sicurezza idrica, alla resilienza climatica e all’innovazione nella gestione sostenibile delle risorse idriche urbane. Per due giorni, il sito pompeiano ha ospitato studiosi, ricercatori, rappresentanti istituzionali e professionisti provenienti da università e organizzazioni internazionali, confermandosi luogo simbolico di confronto sul futuro dell’acqua nelle città.
Nata nel 2019, l’iniziativa è stata organizzata dalla Divisione di Ingegneria Sanitaria Ambientale dell’Università degli Studi di Salerno, in collaborazione con atenei internazionali e con il Parco Archeologico di Pompei. Al centro del programma, workshop scientifici, simposi e momenti di networking sui temi oggi più urgenti nel settore idrico: trattamento avanzato delle acque reflue, governance, contaminanti emergenti, microplastiche, PFAS, economia circolare, intelligenza artificiale applicata al monitoraggio e approccio “One Health”, che connette salute umana, ambientale e animale.
Tra i relatori presenti anche Fabio Fatuzzo, Commissario Straordinario Unico per la depurazione e il riuso delle acque reflue, il cui intervento ha incrociato in modo diretto uno dei temi più concreti emersi durante la due giorni: il legame tra qualità delle infrastrutture, rispetto delle normative europee e capacità dei territori di trasformare la gestione dell’acqua in un fattore di sviluppo.
Proprio in questo quadro, la Campania si avvicina oggi in modo concreto al superamento della procedura di infrazione europea n. 2004/2034, aperta dalla Commissione europea per il mancato rispetto della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane. Un passaggio che non ha solo un valore amministrativo, ma rappresenta un avanzamento decisivo sul piano ambientale, sanitario e infrastrutturale per l’intera regione.
Nell’ultimo anno, la struttura commissariale guidata da Fatuzzo ha impresso una forte accelerazione a opere rimaste a lungo bloccate nelle fasi autorizzative e procedurali. Tra gli interventi più rilevanti figura il nuovo impianto di depurazione di Napoli Est, per il quale è stata completata l’aggiudicazione ed è stato firmato il contratto con la multinazionale spagnola Acciona S.p.A.. Si tratta di un’opera da oltre 150 milioni di euro, tra le più importanti nel Mezzogiorno nel settore della depurazione delle acque reflue.
Parallelamente, sono state avviate le procedure per gli impianti di Benevento, con gare già concluse, e di Mondragone, mentre risultano in fase avanzata gli iter autorizzativi per altri tre impianti e per il completamento delle reti fognarie dell’isola di Ischia, snodo strategico per la tutela ambientale e per la salvaguardia del patrimonio turistico e paesaggistico dell’isola.
Nel complesso, il programma prevede investimenti per circa 450 milioni di euro in Campania e costituisce una delle più significative operazioni di ammodernamento del sistema depurativo regionale degli ultimi decenni. La procedura di infrazione europea affonda le proprie radici nei ritardi accumulati negli anni nella realizzazione delle opere di adeguamento degli impianti e delle reti fognarie. Già nel 2015 la Presidenza del Consiglio aveva previsto la nomina di un Commissario Straordinario per accelerare gli interventi; successivamente, le competenze sono confluite nella struttura del Commissario Straordinario Unico nazionale, istituita in attuazione delle sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea.
Sotto la guida di Fatuzzo, dal 2023, sono state completate procedure tecniche, amministrative e ambientali particolarmente complesse, che hanno consentito di imprimere una svolta operativa. Le nuove progettazioni sono state sviluppate con criteri di sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica, puntando al pieno rispetto dei limiti di emissione europei, alla riduzione dell’impatto paesaggistico degli impianti, alla minimizzazione dei fanghi da smaltire e al contenimento dei costi di gestione attraverso automazione e telecontrollo.
Sul piano tecnico, gli impianti saranno caratterizzati da elevati standard di efficienza e affidabilità, con maggiore flessibilità operativa, recupero energetico integrato e riduzione degli interventi manutentivi. Il completamento delle opere consentirà non solo di chiudere il contenzioso europeo e ridurre il peso delle sanzioni economiche, ma anche di produrre effetti concreti sulla qualità delle acque, sulla tutela del mare e dei corsi d’acqua, sugli ecosistemi e sull’attrattività turistica delle aree costiere campane.