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Entra in funzione l’impianto di Pescasseroli, il sopralluogo del Commissario

Sopralluogo con il Vicepresidente della Regione Abruzzo Imprudente, i rappresentanti del Parco, sindaci, EGATO, soggetto gestore SACA: “Oggi l'area protetta ha un valore ambientale in più”


Pescasseroli (AQ), 31 lug – Entra in funzione a pieno regime il depuratore di Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il nuovo impianto arriverà a servire nei periodi di maggiore presenza turistica oltre dodicimila abitanti equivalenti tra i comuni di Pescasseroli e Opi, consentendo di migliorare la qualità delle acque del fiume Sangro e del lago di Barrea. 

In località Peschiera, dove sorge il depuratore, è arrivato il Commissario Straordinario Unico per la Depurazione Enrico Rolle, assieme al Vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente e a tutte le istituzioni coinvolte, per un sopralluogo sull’impianto, che dopo l’entrata in esercizio dell’8 luglio scorso è oggi pienamente operativo: presenti i sindaci di Pescasseroli Luigi La Cesa e di Opi Berardino Antonio Paglia, il Parco Nazionale con il vicepresidente Augusto Barile e il responsabile del Servizio Tecnico Andrea Gennai, l’EGATO Peligno con il Direttore Corrado Rossi, il Presidente della provincia di L’Aquila Angelo Caruso, l'ERSI con il Presidente Daniela Valenza e il Direttore Generale Tommaso Di Biase, il Gestore SACA con il Presidente Luigi Di Loreto, il RUP Mario Dari Salisburgo e il Direttore dei lavori Alessandro Pacchiarotti.

La realizzazione del depuratore consentirà l’uscita dell’agglomerato di Pescasseroli dalla procedura d’infrazione comunitaria 85/13, riferita agli scarichi di acque reflue urbane in aree sensibili, per cui l’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea. I lavori, per un valore complessivo di 4,1 milioni di euro, sono stati realizzati in un contesto naturale estremamente delicato, protetto dal punto di vista ambientale e paesaggistico, a oltre mille metri sul livello del mare: per questo motivo sono state adottate tutte le migliori soluzioni per minimizzare l’impatto ambientale. 

“Il depuratore di Pescasseroli – spiega il Commissario Straordinario Rolle – può essere considerato un esempio a livello nazionale di alta tecnologia a servizio dell’ambiente. Realizzare un depuratore in un’area di tale pregio naturalistico - osserva Rolle - implica una complessità procedurale elevata e un’attenzione massima a ogni prerogativa ambientale. Credo che dopo questo lungo lavoro di squadra - conclude Rolle - oggi le comunità del Parco possano contare un valore ambientale in più, quello che è mancato fino a oggi: una depurazione finalmente efficiente”.

L’impianto si sviluppa quasi del tutto al coperto, dunque con un impatto limitato sul paesaggio della piana. Quale misura di mitigazione ambientale e paesaggistica, espressamente richiesta dal Commissario, è stata prevista una mascheratura vegetale della parte esterna del depuratore, attraverso la piantumazione di diverse varietà di specie arboree autoctone, di concerto con l’ente Parco.  

La tecnologia utilizzata è quella di bio-trattamento a membrana: i reflui, dopo i passaggi preliminari e l’ossidazione, vengono sottoposti a ultrafiltrazione con membrane che consentono l’abbattimento di tutti gli inquinanti. Questa tecnica consente anche di ridurre i volumi del comparto biologico, quindi anche gli spazi degli impianti stessi. 

Il depuratore si dota di due linee, una per le acque nere e l’altra per le acque meteoriche, consentendo il rilascio nel Sangro di acque di alta qualità, con caratteristiche notevolmente inferiori ai valori limite previsti dalle norme di settore. E’ stato progettato per funzionare in maniera modulare rispetto al carico, trattandosi di località scelte da migliaia di turisti specie nelle stagioni invernali ed estive, ma anche nei fine settimana nel corso dell’anno, con conseguenti punte di presenze e di carico da depurare.  Il collettore fognario, lungo un chilometro, che collega la rete al nuovo impianto si sviluppa esclusivamente sulla strada, senza ulteriore consumo di suolo. Due impianti di sollevamento addurranno entro fine 2019 all’impianto anche i liquami provenienti da Opi.  Attenzione è stata riservata anche al controllo degli odori, con il trattamento dell’aria proveniente dalla linea fanghi e dai pretrattamenti.  

Assieme alla struttura commissariale, i soggetti istituzionalmente coinvolti sono stati la Regione Abruzzo, l’ARTA, la Provincia di L’Aquila, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, i Comuni di Pescasseroli e Opi, l’EGATO Peligno, l’ERSI, la Soprintendenza Archeologica, la stazione appaltante e soggetto gestore SACA, la Fondazione Sipari di Pescasseroli proprietaria dell’area. I lavori sono stati realizzati dalla ditta Ricci Guido Srl.