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Audizione Commissario Rolle in Commissione Ambiente Camera: “accelerare interventi, servono più poteri”

“In poco più di un anno 144 provvedimenti e 37 gare. Serve legge per rafforzare struttura e semplificare. Se a carico struttura anche due nuove procedure con 1000 interventi serve diversa organizzazione”


Roma, 12 set – “C’è la necessità di una grande accelerazione” degli interventi sugli agglomerati soggetti a condanna della Corte di Giustizia europea per il mancato adeguamento dell’Italia alla direttiva sulle acque reflue urbane. Per questo “non è più rinviabile un profondo intervento di adeguamento della norma che ha istituito il Commissario unico”. Nel corso di un’audizione in commissione Ambiente della Camera dei Deputati, il Commissario straordinario unico del Governo per la Depurazione Enrico Rolle traccia il quadro del primo anno di lavoro sulle procedure d’infrazione C565/10 e C85/13.

“Dai 104 agglomerati di partenza – ricorda Rolle – per 22 siamo fuori da una situazione di non conformità”. Tra il 2017 e la prima metà del 2018, spiega il Commissario, “sono stati emessi 144 provvedimenti, sottoscritti 18 contratti per progettazione o esecuzione lavori, bandite 37 gare di cui tredici per lavori, tre per indagini propedeutiche alle progettazioni e ventuno per servizi di ingegneria. Il nostro cronoprogramma prevede che entro il 2023 debbano terminare gli interventi: è chiaro che più si allungano i tempi, più si pagano sanzioni”.

“Presso il Ministero degli Affari Europei – spiega Rolle – si è già svolta una riunione sull’opportunità di trasferire al Commissario anche gli interventi, circa 1000, che riguardano le due nuove procedure d’infrazione che riguardano l’Italia: la 2014/2059 in parere motivato e la 2017/2181 in stato di messa in mora. Se questa è l’intenzione, a maggior ragione l’organizzazione della struttura commissariale deve essere diversa”.

“I punti qualificanti dell’intervento legislativo – spiega Rolle – devono affrontare i temi del rafforzamento della struttura commissariale, l’accelerazione degli interventi, l’integrazione delle risorse finanziarie e la gestione degli impianti realizzati”. “Occorrono – spiega il Commissario - incentivi per agevolare il trasferimento alla struttura commissariale di personale proveniente da altre amministrazioni e adeguare la segreteria tecnica. Vanno definite, in accordo con l’Anac, deroghe alle procedure di gara e di conduzione dei lavori, puntando al rafforzamento dei poteri commissariali, come in altre situazioni in cui si è dovuto realizzare molti interventi in tempi contenuti”.

“Servono – prosegue Rolle – nuove regole che semplifichino e chiariscano le procedure: tra queste il conferimento della titolarità delle procedure di VIA regionale al Commissario, che possa avvalersi di una sezione ‘ad hoc’ della Commissione di valutazione ambientale nazionale”.  “Vanno inoltre individuate – aggiunge – nuove risorse finanziarie per completare gli interventi, che devono confluire direttamente nella contabilità speciale del commissario e un’aliquota massima nei quadri economici, individuabile presuntivamente nel 4% già previsto per alcuni fondi comunitari, da destinare alla copertura dei costi della struttura. Infine – conclude il Commissario – occorre definire i soggetti destinatari delle opere realizzate in assenza dell’ente d’ambito, come spesso capita al Sud, per assicurarne la continuità nella gestione”.